Incentivi per il recupero e riciclo di gomma e plastica

Riciclo di gomma e plastica

Nato dal Collegato Ambientale della Legge di Stabilità 2014, il 22 Dicembre 2015 è stato approvato il DdL denominato Green Economy, che passato l’iter legislativo è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 13 del 18 gennaio 2016.
Nel quadro di uno sviluppo Green della Economia, sono contenute disposizioni che promuovono le misure di economia ecosostenibile e che vanno nella direzione di un contenimento dello sfruttamento eccessivo di risorse ambientali.
Una delle novità principali sta nelle misure significative in tema di rifiuti, di riciclo e di recupero degli stessi.
Troviamo infatti incentivi sia alla diminuzione della produzione di rifiuti, sia incentivi al post consumo, volti a favorire l’acquisto di prodotti derivati da quello che viene definito post consumo. Tra questi incentivi, spiccala possibilità di stipulare accordi e contratti legati a programmi per la tutela del territorio e del mare anche con soggetti terzi, include associazioni di categoria ed associazioni di aziende private che si occupano di riutilizzo e di riciclo.
Questa particolare norma, che incentiva la vendita di prodotti che riutilizzano gomma e plastica giunti a fine vita, si applica anche, e potremmo dire soprattutto, data la mole considerevole di materiale disponibile per il recupero, alle applicazioni che prevedono la trasformazione e la riconversione della gomma derivata dai pneumatici esausti, ambito in cui operano sia il consorzio Ecopneus, che diverse aziende, non ultime le aziende collegate alle ditte di produzione dei pneumatici, che sono impegnate a riutilizzare e riciclare una quantità di gomma equivalente a quella immessa annualmente sul mercato tramite i nuovi pneumatici.
Chiaramente gli incentivi coprono una vasta gamma di applicazioni e di prodotti, al fine anche di contenere la quantità di materiale plastico che viene conferito ai impianti di gestione dei rifiuti. La legge opera quantificando le emissioni e la percentuale della differenziazione della raccolta dei rifiuti urbani, in cui spesso il materiale plastico si presenta in grande quantità ma in pezzature molto ridotte, rendendo impossibile il riciclo se non viene fatta una suddivisione ed una differenziazione a monte. Questi controlli non sono legati strettamente ai Comuni, ma piuttosto agli Ambiti Territoriali Ottimali, disegnati diversi anni fa, e che possono essere anche sovracomunali.
Continua però ad esistere un ricarico nei confronti dei Comuni che non riescono a raggiungere una percentuale prefissata di raccolta differenziata, essendo i comuni i deputati al raccoglimento dei rifiuti urbani generati sia dalle abitazioni civili che dalle aziende presenti nel proprio territorio di competenza.
La tassa per la raccolta dei rifiuti, che va ai fondi regionali con finalità ambientali, viene estesa anche ai rifiuti che vengono conferiti ad impianti di incenerimento senza recupero energetico.
Una legge che va da un lato nella direzione del riciclo, del riutilizzo o della termovalorizzazione dei rifiuti plastici, e che dall’altro lato spinge, tramite una riduzione delle imposte ai Comuni che mettono in atto politiche di riduzione della produzione di rifiuti, a ricercare un punto di equilibrio fra produzione di rifiuti e riciclo o riutilizzo degli stessi.
Vengono reintrodotti, anche se su base volontaria dei singoli esercenti, i vuoti a rendere sia per acqua minerale che per birra. Potranno aderire alla sperimentazione alberghi, ristoranti, bar, strutture dedicate alla accoglienza turistica e, in generale, tutti i luoghi di consumo.
La sperimentazione, della durata di 12 mesi, servirà a chiarire se è fattibile ed opportuno estendere la reintroduzione del vuoto a rendere per altri tipi di prodotto, il che sarebbe un fatto decisamente auspicabile per chiunque si interessi di ambiente.

 

Fonte immagini: http://www.macplas.it/it/incentivi-per-la-green-economy/9030

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